E' gioco forza, durante l'utilizzo di un sistema Unix ricorrere alla linea di comando, o terminale. Le ragioni sono: maggiore velocità nel svolgere alcune operazioni, maggiore versatilità tra le opzioni. Nei vari blog, nei wiki e sui forum, il supporto agli utenti viene spesso offerto mediante comandi da terminale. Ora discuteremo alcuni dei comandi più usati, ma prima occorre capire dove trovare il terminale: è possibile usare le console virtuali premendo Ctrl+Alt+f1,f2,f3,f4,f5,f6, oppure utilizzare un software di “emulazione di terminale”, ovvero Konsole per KDE e Terminal per Gnome, più comodi perchè consentono di svolgere le proprie operazioni da grafica mentre il terminale lavora avendolo in una comoda finestra.
Appena aperta la linea di comando troviamo scritto: il proprio nome utente@ il proprio nome computer e un cursore lampeggiante. A questo punto occorre aprire una parentesi. In Unix, da sempre c'è una particolare organizzazione degli utenti, tra utenti normali e “root”. Root ha il pieno potere sul sistema, essendone il suo amministratore può cancellare e modificare qualsiasi file, anche a costo di rendere il pc inutilizzabile, è quindi necessario prestare la massima attenzione quando si lavora da root, cosa necessaria in quanto molte operazioni comuni, quali installare un programma necessitano dei privilegi di amministratore.
In Ubuntu, per ragioni di sicurezza root è disabilitato, ma è possibile eseguire un comando “in nome e per conto” di root mediante uno strumento chiamato “sudo”. Se io volessi modificare il file /etc/apt/sources.list (presente in una cartella di sistema) il comando da fare sarebbe
$nano /etc/apt/sources.list
ovvero, chiedere a “nano”, un editor di testo, di modificare il file in questione. Quando però salveremo il file, il sistema ci darà un accesso negato, occorrono privilegi di root. Se invece il comando è
$ sudo nano /etc/apt/sources.list
dopo l'inserimento della propria password (del primo utente registrato nel sistema) è come se quel comando l'avesse eseguito root, quindi il file sarà modificabile.
Torniamo ora ai comandi più usati nel terminale:
cd: sta per change directory, e serve ad entrare in una determinata cartella, la sintassi del comando è
$ cd nomecartella
ls: serve a mostrare il contenuto di una cartella
cp: (copy) serve a copiaincollare un file, la sua sintassi è
$ cp filedacopiare percorsoincuicopiare
mv: (move) come il precedente, solo che sposta il file invece di copiarlo (Taglia-Incolla)
rm: (remove) serve a cancellare un file o una cartella, quindi da usare con cautela, la sintassi è
$ rm nomefile
$rm -r nomecartella
adduser: serve ad aggiungere un nuovo utente, operazione esclusiva di root, la sintassi è quindi
$ sudo adduser nomeutente
userdel: rimuove un utente
$ sudo userdel nomeutente
Maurizio (LinuxTricolore)